La grande arte al cinema

Una visita privata nei più grandi musei del mondo“. È l’intento della nuova serie della Nexo Digital dedicata a La grande arte al cinema, pronta per uscire al cinema La Perla per la prima parte della nuova stagione.
Cinque appuntamenti da settembre a dicembre, attraverso l’arte e le vite di altrettanti talenti divenuti pilastri della storia della pittura.
Si parte con Katsushika Hokusai (dal 25 al 27 settembre), il pittore giapponese che più ha ispirato i maggiori artisti europei, che arriva nelle sale in concomitanza con la mostra dedicata al British Museum. Un film fatto apposta per gli spettatori in sala, capace di rivelare i tratti del pittore giapponese e della sua vita vissuta a Tokyo.

Il secondo appuntamento della nuova stagione (16, 17 e 18 ottobre) è “Loving Vincent”, primo lungometraggio animato completamente dipinto: tutti i 65 mila fotogrammi del film sono stati infatti realizzati con la stessa tecnica usata da Van Gogh in ogni suo lavoro. Secondo quanto riportato da Artribune, al film è affiancata una mostra all’Het Noordbrabants Museum di Den Bosch, in Olanda a un centinaio di chilometri a sud di Amsterdam, nella quale viene raccontato il making of del film attraverso 70 illustrazioni.

Il terzo film della serie (7 e 8 novembre) è dedicato a Hieronymus Bosch e al suo “Giardino dei Sogni”. Il film, con le musiche fra gli altri di Elvis Costello, rivisita il dipinto più celebre del pittore olandese, il Giardino delle Delizie, attraverso la voce e le opinioni di vari artisti ed esperti d’arte che ne accostano il significato a molti aspetti dell’era moderna.

Il penultimo appuntamento (27, 28 e 29 novembre) è dedicato all’arte vedutista di Canaletto, pittore veneziano che ha saputo raccontare la sua città attraverso la propria arte. Il documentario narra a sua volta la vita e la storia delle opere del pittore veneziano, del quale la maggior parte delle opere è custodita nella Royal Collection di Sua Maetà Elisabetta II d’Inghilterra.

L’ultimo film della serie (12 e 13 dicembre) è dedicato a Julian Schnabel, regista di New York (Basquiat è il film del suo esordio alla direzione, nel ’98), che in “A private portrait” è raccontato attraverso le testimonianze di attori che hanno condiviso con lui la New York degli anni ’80, da Al Pacino a Christopher Walken, per esempio.

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